In allegato (QUI) il link a una sentenza molto importante della Corte Suprema, in particolare la 5981/2025 del 9 dicembre, relativa a un caso di negligenza notarile nell'ambito di una compravendita di quote sociali e alla responsabilità che ne deriva per il pubblico ufficiale.
Il caso riguarda la compravendita di alcune quote sociali di una società commerciale, il cui prezzo è in parte differito, garantito da una condizione sospensiva. La compravendita è formalizzata in atto pubblico presso il Notaio "X".
Al momento del pagamento del prezzo differito, l'acquirente non paga, quindi il venditore richiede l'esecuzione forzata in tribunale, ma questa risulta infruttuosa, poiché la società acquirente aveva rivenduto tali quote sociali a un terzo in buona fede, presso lo stesso notaio, ma con un altro notaio (il sig. "Y") in qualità di sostituto. In questa seconda compravendita, il notaio sostituto non verifica l'esistenza della condizione sospensiva, né il suo adempimento, né avverte le parti al riguardo.
Alla fine, l'acquirente che deve il denaro risulta insolvente, per cui il venditore originario non può riscuotere l'intero importo e, alla luce di ciò, decide di citare in giudizio i due notai, reclamando loro il prezzo di vendita più gli interessi corrispondenti (stiamo parlando in totale di quasi 600.000 euro).
La Corte Suprema, dando ragione al ricorrente, stabilisce che il notaio interveniente ha violato i propri doveri professionali in qualità di pubblico ufficiale (artt. 1 LN e 1, 145, 146, 147 e 196 del Regolamento Notarile), non avendo vigilato sulla legalità della trasmissione, sul rispetto dei requisiti legali e contrattuali, e non avendo avvertito le parti dell'esistenza di tale condizione sospensiva, di conseguenza lo condanna a soddisfare al ricorrente le somme richieste.
Tenere ben presente questo caso in tutte le compravendite di quote sociali ed esercitare la massima diligenza per garantire i diritti dei concedenti ed evitare responsabilità professionali derivanti da negligenza professionale.